Metaversi geolocalizzati nel 2026: chi è rimasto in piedi
Abbiamo interrogato uno per uno gli indirizzi: chi risponde ancora e chi no.
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Nel gennaio del 2022, quando elencavamo i dieci possibili sviluppi del metaverso, il problema era scegliere fra troppe opzioni. Quasi cinque anni dopo il problema è opposto, e per affrontarlo abbiamo fatto la cosa più semplice e più noiosa che si potesse fare, ovvero interrogare uno per uno gli indirizzi delle piattaforme e dei progetti di cui avevamo scritto, per vedere quali rispondono ancora. Il controllo è del 28 ottobre 2026 e i risultati sono quelli qui sotto, con un'avvertenza preliminare: un indirizzo che risponde non è una piattaforma viva, mentre un indirizzo che non risponde è invece un fatto piuttosto definitivo.
Le Megacities: due su dodici
Il primo controllo riguarda casa nostra, cioè l'articolo in cui nell'aprile del 2021 avevamo censito le principali metacities di Earth 2, ciascuna con il proprio sito e il proprio server Discord. Dei dodici indirizzi che elencavamo oggi ne rispondono due, ziguratcity.com e omegaearth2.io, quest'ultimo ridotto a una pagina promozionale senza date, mentre xtopiacity.com restituisce un errore di pagina non trovata. I restanti nove — fra cui The Celtic City, Tomorrowland City, Star City, Kiribati City, Earth2 Wakanda, Oasis Megacity, Expo City ed earth2.studio — non rispondono affatto, cioè i domini sono stati abbandonati. Tomorrowland City, in particolare, risulta un dominio scaduto e messo in vendita.
Vale la pena di soffermarsi su cosa significhi, perché le Megacities non erano un dettaglio: erano il lato più interessante di Earth 2, quello in cui gruppi di giocatori compravano terre confinanti e le organizzavano in progetti urbani con un nome, un sito e una comunità. La terra, dentro il gioco, in buona parte è ancora dei loro proprietari; quello che è svanito, del resto, è l'impalcatura esterna che la rendeva un progetto collettivo, cioè proprio la parte che non stava sulla blockchain.
L'informazione su Earth 2 in inglese si è svuotata
Lo stesso controllo, esteso ai siti di informazione dedicati a Earth 2, dà un risultato ancora più netto. Il sito che veniva comunemente presentato come il più seguito del settore, e2.news, oggi restituisce un errore di pagina non trovata, e altri quattro — earth2blog.com, e2zine.com, earth2pedia.com e earth2.life — non rispondono per niente, mentre earthernews.com risponde con un errore di certificato, cioè è rotto. Restano in piedi tre indirizzi: e2.university, che è un archivio di guide e corsi a pagamento; earthie.world, che offre strumenti e statistiche; e shooncity.com, un blog di guide molto buone che però non pubblica nulla da gennaio del 2025. Va aggiunto, perché è il dato che ci riguarda più direttamente, che fra tutti questi non ce n'è nessuno in italiano, né in francese, in tedesco o in spagnolo.
vPark: l'indirizzo risponde, il progetto no
Un caso a sé è vPark, di cui su questo sito abbiamo scritto nove volte fra il 2021 e il 2022, dalle missioni e le digicard al lancio del token. L'indirizzo risponde ancora e il sito si descrive come una piattaforma di terreni virtuali per le aziende; il piè di pagina riporta un copyright aggiornato al 2026, segno che qualcuno ci mette mano. Non c'è però nessun annuncio, nessuna data, e i prezzi dei terreni per paese che la pagina dovrebbe mostrare restano segnaposto vuoti. È la condizione peggiore in cui si possa trovare un progetto di questo tipo: non chiuso, quindi senza che nessuno debba spiegare niente a chi ha comprato, ma nemmeno in funzione.
Le piattaforme ancora in attività, e come si presentano oggi
Veniamo alle piattaforme vive, dove sta la scoperta più interessante di tutto questo giro. Upland è attivissima, apre Istanbul in questi giorni e ha appena introdotto un sistema di oggetti da collezione, come si legge nell'articolo su Istanbul e i Troves. OVER, l'ex OVR, pubblica novità ogni mese ma si presenta come piattaforma di intelligenza sui dati tridimensionali, e la sua storia merita un articolo a parte. SuperWorld risponde e continua a vendere porzioni di mondo reale, cento metri per cento metri ciascuna, con un proprio token, mentre Victoria VR si presenta come piattaforma di realtà virtuale guidata dall'intelligenza artificiale. Rispondono inoltre Decentraland, Otherside, Wilder World e Somnium Space; The Sandbox e Next Earth rispondono ma rifiutano le richieste automatiche, e sul loro stato è dunque più onesto non pronunciarsi.
La scoperta è questa: le tre piattaforme geolocalizzate sopravvissute hanno tutte e tre cancellato la parola "metaverso" da come si descrivono. OVER si definisce piattaforma globale di dati tridimensionali. Victoria VR parla di "internet immersivo" e usa la parola metaverso una volta sola, dentro la scheda di un prodotto. SuperWorld si presenta come "la tua mappa dei luoghi, delle esperienze e delle persone che ami" e, in un proprio testo, prende esplicitamente le distanze dall'idea di metaverso come fuga virtuale. Nessuna delle tre ha chiuso; tutte e tre hanno smesso di chiamarsi così.
Il marzo del 2026 e il dietrofront di Meta
Il contesto in cui tutto questo avviene è segnato da un episodio che vale la pena di ricostruire con precisione, perché è stato raccontato in due modi opposti nello spazio di ventiquattr'ore. Il 18 marzo 2026 Meta ha annunciato la chiusura della versione per visore di Horizon Worlds, il proprio mondo virtuale, con il passaggio alla sola applicazione per telefono: agli utenti dei visori Quest è stata comunicata per posta una scadenza al 15 giugno oltre la quale i mondi creati sarebbero stati cancellati. Il giorno dopo, il 19 marzo, il responsabile tecnico Andrew Bosworth ha fatto marcia indietro in diretta, dicendo di aver deciso "proprio oggi" di mantenere in funzione Horizon Worlds sui visori per i mondi esistenti, pur senza aggiungerne di nuovi e concentrando le energie sul telefono. Le cifre riportate dalla stampa per l'investimento complessivo di Meta nel settore si aggirano sugli ottanta miliardi di dollari.
Non ci interessa qui giudicare Meta, tanto più che Horizon Worlds non è un metaverso geolocalizzato e con Earth 2 non ha quasi nulla in comune. Ci interessa il segnale: quando l'azienda che ha speso più di tutte riduce il proprio mondo virtuale a un'applicazione per telefono, e lo fa con un annuncio e una smentita nello spazio di due giorni, il clima intorno a chiunque venda terra digitale cambia comunque. Un anno prima la diagnosi sarebbe stata che mancavano i contenuti; oggi, infatti, manca la parola.
Dove si colloca Earth 2 in questo quadro
Earth 2, a differenza di quasi tutti gli altri, non ha cambiato nome a quello che fa e non ha cambiato pubblico: continua a rivolgersi a chi possiede terra e a costruire un mondo per quelle persone, come abbiamo ricostruito nell'articolo sull'apertura di E2V1. In dieci mesi ha pubblicato otto rilasci e ha aperto le porte ai possessori di badge, che è molto più di quanto abbia fatto chiunque altro nel comparto geolocalizzato restando dentro il proprio solco. Pesa tuttavia il fatto che dal 31 maggio 2026 non pubblichi più annunci, e che il primo trimestre interamente successivo all'halving dell'Essence non sia mai stato rendicontato, come osserviamo nell'articolo dedicato all'economia del token. Il nostro giudizio, per quel che vale, è che nel 2026 la domanda da porsi non sia più quale metaverso vincerà, ma quali reggeranno abbastanza a lungo perché la terra che ci abbiamo comprato significhi qualcosa. Su questo continueremo ovviamente a fare la cosa noiosa, cioè andare a controllare se gli indirizzi rispondono.
Se dopo tutto questo volete comunque provare Earth 2, vi ricordiamo il nostro codice per i terreni nuovi, YEH59KRC4S: la guida ufficiale indica che restituisce il 5% in crediti a chi lo inserisce e riconosce il 5% a chi lo possiede, sui soli terreni nuovi. Per Upland, invece, c'è il nostro link referral, che dà un bonus iniziale in UPX.
