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Il metaverso: 10 possibili sviluppi ed applicazioni

Tutti parlano del metaverso ma per ora non c’è una direzione univoca. Analizziamo quali potrebbero essere i possibili sviluppi e le possibili applicazioni

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Il concetto di metaverso non è ancora univoco, anzi più che di metaverso crediamo si debba parlare di “metaversi”, essendo l’idea di questo “mondo virtuale” (possiamo con alrga approssimazione così definirlo) in costante evoluzione e profondamente differente tra i diversi “players” che si stanno cimentando in questa impresa.

Le idee che popolano il metaverso vanno dalla realtà aumentata, a giochi che supportano il VR, ad una versione futura del web in cui le interazione tra utenti avvengano con un mix di immagini, video, proiezioni di oggetti in 3D e social media.

L’implementazione dei metaversi è appena cominciata e quindi le idee che potranno popolarli sono variegate, a seconda dell’intuizione e degli obiettivi dei diversi sviluppatori; si confrontano al momento grandi aziende (come Meta od Epic, di cui qui abbiamo trattato) e piccole start-up legate sopratutto al mondo “crypto” che intendono così ampliare i propri orizzonti. Anzi, a dirla tutta, i progetti delle grandi aziende restano tuttora a carte coperte, mentre sono proprio queste start-up ad aver cominciato, non sempre con un obiettivo chiaro e preciso, l’implementazione dei metaversi a cui oggi è possibile parteciapre (su tutti Decentraland, The Sandbox, Somnium Space, Upland).

Sebbene non sembra che al momento l’esperienza del metaverso possa scalzare il dominio digitale del web 2.0, abbiamo provato ad individuare, analizzando alcuni spunti interessanti presenti in alcuni metaversi in costruzione, quali potrebbero essere 10 possibili sviluppi ed applicazioni di questa nuova tecnologia. I 10 punti di cui sopra vengono enumerati e brevemente descritti qui di seguito, ma teniamo e precisare che non si tratta di una classifica, la numerazione da 1 a 10 non implica una maggiore realizzabilità di un punto precedente su uno successivo: la numerazione è utilizzata solo per fini di una maggiore leggibilità di questo breve articolo.

1. Economia del metaverso: scaristà delle risorse e spazi digitali limitati

Un punto incontrovertibile che sembra apparire dalle prime applicazioni dei metaversi riguarda un principio fondamentale dell’economia, ovvero la scarsità delle risorse, che nel metaverso potrebbe riverberarsi nella creazione di spazi virtuali limitati.

A differenza del web 2.0 che è lo strumento della distribuzione, della condivisione e dell’accessibilità, il metaverso sembra andare nella direzione opposta: un approccio più restrittivo sembra portare il metaverso ad essere il luogo della scarsità e di conseguenza dell’esclusività digitale.

Questa idea di esclusività e di scarsità, sopratutto per i terreni digitali in blockchain, è stato uno dei principali fattori trainanti di metaversi come The Sandbox e Decentraland, che ne ha consentito un incremento esponenziale del valore in poco più di un anno. Ovviamente l’accesso al metaverso sarà pur sempre consentito a chiunque, ma sembrerebbe avere maggior valore il concetto di proprietà.

2. Scarsità e Proprietà

Il concetto di scarsità delle risorse è fortemente connesso di conseguenza con quello di proprietà. Questo approccio, decisamente simile al mondo reale (e cos’è il metaverso se non la ricostruzione in digitale di un possibile mondo reale?) è criticato da molti che auspicano invece un accesso più distribuito e “democratico”, più simile a quello del web 2.0.

Di contro i primi passi che il metaverso muove sembrano andare proprio nella direzione di una maggiore esclusività dei contenuti, e di un vero e proprio diritto di proprietà. Le proprietà nel metaverso non si limiteranno ai terreni, ma potranno ovviamente estendersi ad ogni oggetto digitale esclusivo, da skin per gli avatar, ad oggetti da utilizzare nei giochi, etc.

Lo standard NFT, i token ERC-271 e quelli basati sulla blockchain di Binance, dimostrano al momento, che è proprio questo concetto di scarsità/proprietà che intende essere perseguito, e che sopratutto ha mobilitato l’interesse di tantissimi investitori.

3. Costruttori di mondi e nuove professioni

Il metaverso sarà sicuramente un luogo creativo. Ci sono già molti esempi di “world-building” ovvero di costruzioni di mondo a pagamento, di cui Minecraft e Second Life sono solo due tra gli esempi più significativi.

Siccome porzioni di metaverso saranno sicuramente consacrate al gioco, e siccome la scarsità e la proprietà saranno elementi fondamentali, i creatori di mondi, di terre, di edifici, di oggetti, e finanche di modelli ornamentali potranno trasformare queste loro capacità da un hobby a vere e proprie professioni. Il metaverso quindi potrà diventare il luogo della costruzione e della creatività digitale.

4. Evoluzione dell’ e-commerce

Il metaverso può diventare il luogo per eccellenza in cui effettuare scambi di oggetti sia digitali che fisici. Per quel che riguarda gli oggetti digitali, ovviamente sono gli NFT che traineranno questo nuova tipologia di e-commerce e potranno andare da vere e proprie opere d’arte, ad oggetti collezionabili, a strumenti da utilizzare nel metaverso stesso (come abbiamo indicato sopra terreni, skin per avatar, etcetera).

Ma l’innovazione più interessante, già studiata e provata in qualche caso di test, è l’associazione di un token blockchain ad un oggetto reale, un token che ne provi ed accerti in modo inequivocabile la sua autenticità. Un oggetto fisico quindi, collegato, etichettato e tracciato nel metaverso, attraverso una blockchain consultabile da chiunque che ne accerti la provenienza e l’originalità: sarebbe uno sviluppo plausibile ed interessante.

5.  Decentralizzazione e Web 3.0

Il successo del Web 2.0 è indiscutibile, ma ovviamente il successo di alcuni contenuti anzichè altri è stato spesso dovuto a casse di risonanza fornite dai social media, o dalla tendenza del momento, oltre che ovviamente in modo determinante dalle risorse economiche e di potenza di calcolo a disposizione del “publisher”. Il concetto del web 3.0 sarà completamente differente se sarà basato come sembra sul concetto di decentralizzazione, concetto introdotto per la prima volta con le crypto valute.

In questo caso potendo contare su una rete blockchain distribuita anche le start-up più piccole (così come sta avvenendo in questa prima fase che potremmo definire pionieristica) potranno effettivamente implementare applicazioni, fornire contenuti, sprigionare tutta la propria forza innovativa senza essere così fortemente limitati dalla micro dimensione economica a cui necessariamente appartengono.

6. Metaverso e Social Media

Possiamo cominciare con una considerazione: se Facebook, leader dei social media, ha deciso di cambiare nome in Meta, e se ha deciso di investire in modo massivo sul metaverso, ci sarà una ragione. Le modalità di comunicazione e di interazione all’interno di un metaverso potrà seguire regole parzialmente differenti rispetto a quelle del Web 2.0, rivoluzionando forse completamente l’interconnessione tra gli utenti e la distribuzione di contenuti (non solo frasi, foto, ma anche oggetti digitali, token crypto, e così via)

7. Realtà aumentata e VR

La realtà aumentata (concetto familiare sicuramente a chi ha dimistichezza con alcuni giochi, implementati per la prima volta su alcune console portatili come la vecchia e cara PSP) sembra aver incontrato e sposato il collezionismo digitale NFT/Crypto, con il rilascio di oggetti digitali collezionabili che interagiscono con l’ambiente circostante. Il primo progetto in cui si sono incrociate queste due caratteristiche, unicità/scarsità digitale in NFT e realtà aumentata è stato il progetto VEVE, che dato il successo che ha riscontrato sicuramente non sarà l’ultimo.

Ovviamente se la realtà aumentata sarà implementata anche dalle Big Company del Web 2.0 è ancora tutto da verificare. Sembra chiaro però che anche questo aspetto sarà implementato, rientrando nell’ambito della creatività dei metaversi, da piccole start-up e contribuiranno insieme ad altri oggetti digitali fungibili e non fungibili a costituire l’ossatura degli scambi nel metaverso e forse anche una parte della loro futura economia digitale.

Per quel che riguarda il VR, ovvero la realtà virtuale con i visori (Oculus Rift o Quest 2, HTC Vive, e similari), al momento i metaversi esistenti ne stanno provando ad implementare un’esperienza soddisfacente. A dire il vero i passi in tal senso sono piuttosto lenti, ed i risultati ottenuto piuttosto mediocri. Il solo metaverso esistente che possiede un’applicazione specifica per l’accesso VR in questo momento è Somnium Space.

8. Evoluzione del gaming, anche in streaming

I videogiocatori saranno tra i principali fruitori dei metaversi (basti pensare all’influsso esercitato sull’immaginario collettivo dal film di Spielber Ready Player One), ma al di là dei possibili sviluppi del gaming vero e proprio (su cui non ci sbilanciamo), sarà lo streaming a poter avere un nuovo slancio. A dire il vero già il web 2.0 aveva sancito il successo del game streaming con oltre 1,2 miliardi di spettatori nel solo anno 2021, numero sempre in crescita che ha consentito ad alcuni videogiocatori di diventare vere e proprie star, ad esempio della piattaforma Twitch. Ora la possibilità di creare luoghi virtuali anche ad accesso ristretto, le potenzialità degli NFT, e la versatilità del metaverso potrebbe contribuire a rendere ancora più incredibile il potenziale attrattivo del game streaming.

9. Fantasy Sports  (Fantacalcio et similia) e sport memorabilia

Lo sviluppo del metaverso potrà sicuramente arricchire l’esperienza relativa ai cosiddetti fantasy sports (per intenderci il fantacalcio e leghe simili), con l’implementazione dei software attuali, arricchiti di nuove GUI virtuali o funzionalità VR, che potranno consentire ai fantagiocatori un’esperienza decisamente più realistica. Ovviamente per creare una nuova esperienza di gioco “significativa” occorrerà l’investimento di tempo e risorse da parte dei principali “game studios”.

Per quanto riguarda invece quelli che potremmo denominare invece “sport memorabilia”, ovvero per intenderci il collezionismo di oggetti collegati a temi sportivi, squadre, giocatori, eventi, il metaverso potrà partire da una base già consolidata. Infatti il collezionismo di NFT a tema sportivo è già decollato da tempo: ad esempio le NFT cards di giocatori sopratutto di sport americani, ha avuto un discreto successo. La sfida del metaverso in questo caso sarà quello di collegare gli NFT esistenti ad eventuali giochi, in modo da aggiungere una funzionalità dinamica a questi oggetti della blockchain.

10. Nuove frontiere per studio, educazione ed apprendimento.

Non è da escludere che oltre queste potenzialità di investimento e di carattere strettamente ricreativo, il metaverso non possa diventare grazie alle proprie caratteristiche di dinamicità e creatività, uno stimolante hub educativo.

Il metaverso può davvero diventare un’estensione virtuale degli hub di apprendimento tradizionali (siano essi “fisici” che digitali del web 2.0). Immaginiamo ad esempio la presenza nel metaverso di scuole, università, hub di formazione, accademie. Già il web 2.0 ha dimostrato come lo studio a distanza sia una risorsa aggiuntiva alle modalità tradizionali di apprendimento, ed ora le possibilità del metaverso ne ampliano addirittura le prospettive. Potrebbe generarsi così un’esperienza di studio più coinvolgente.

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